02-07-2016

RAGUSA, BOCCIATURA DELL’ART. 48 DEL PIANO REGOLATORE – LEGAMBIENTE: SI PONGA RIMEDIO AL PIU’ PRESTO

 

politica-abruzzo_rapporto-legambiente-sul-consumo-di-suolo-in-abruzzo1Riceviamo e pubblichiamo. “La bocciatura dell’art. 48 delle N.T.A del Piano Regolatore Generale è una delle pagine nere per la nostra Città. La situazione, per fortuna, è rimediabile e, grazie all’approvazione definitiva  del Piano Paesaggistico, non causerà gravi danni.  A chi oggi diffonde notizie false dicendo che ora tutti  potranno di nuovo costruire in campagna diciamo di leggere  attentamente l’art. 20 del Piano Paesaggistico. – Nelle aree individuate quali zone E dagli strumenti urbanistici comunali, nonché aventi carattere agricolo rurale così come definito nei contesti di cui ai successivi paesaggi locali, è consentita la sola realizzazione di fabbricati rurali da destinare ad attività a supporto dell’uso agricolo dei fondi, nonché delle attività connesse all’agricoltura, nel rispetto del carattere insediativo rurale. Tali prescrizioni sono esecutive nelle more della redazione o adeguamento degli strumenti urbanistici e sono attuate dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali. – Quindi ciò che doveva fare il comune con l’approvazione dell’art. 48, verificare che i richiedenti le concessioni edilizia in zona E siano veri agricoltori,  lo dovrà fare la Soprintendenza di Ragusa, anche se non è il suo mestiere. L’art. 48, con l’introduzione dell’obbligo di presentazione di un piano agricolo aziendale rispondeva a questo compito:  è quello che si fa in UN PAESE CIVILE. I consiglieri comunali, alcuni dei quali evidentemente  rispondono ancora oggi agli stessi interessi che hanno cercato di bloccare negli anni passati il Piano Paesaggistico, hanno avuto vita facile, cogliendo al volo la superficialità  dei consiglieri di maggioranza che hanno voluto difendere a tutti i costi  la pretesa dell’A.C. di inserire in modo inopportuno nell’ art. 48 elementi, quali quelli sulle trivelle, che andavano inseriti in altre parti del PRG. Ciò ha causato la bocciatura dell’atto. Il risultato, per la felicità dei – Consiglieri Cementificatori-,   è che si è bloccato il percorso verso l’obiettivo del consumo zero di suolo e non si è ottenuto nulla sulle trivellazioni. Chi è sensibile alle tematiche  del consumo di suolo zero, rifiuti zero, energie rinnovabili dovrà  riflettere sugli errori commessi. Sarà pur vero che il Sindaco avrà portato una delibera invotabile, ma non è questo il punto. L’obiettivo principale che ci dobbiamo porre è il rispetto di  un Piano sovraordinato quale quello Paesaggistico. Il rispetto del Piano Paesaggistico è un onore ed un onere che i Consiglieri Comunali hanno verso la cittadinanza. Tutelare l’ambiente ed il Paesaggio è un DOVERE CIVICO che attiene anche ai principi costituzionali. Non si tratta  di certo di un principio dettato da un’ideologia becero-ambientalista come qualche –ignorante- sostiene. Riteniamo che a questo punto occorra riportare quanto prima in Consiglio l’art. 48 relativo alle sole norme sulle edificazioni; esso avrebbe certamente i voti per essere approvato. Per quanto concerne l’altra variante riguardante la regolamentazione di tutte le attività energetiche sul territorio comunale, sarebbe opportuno riproporla dopo l’estate. Legambiente è pronta a prestare la propria collaborazione con personalità di estrazione tecnico-scientifica e giuridica, sia locale che nazionale,  per contribuire all’elaborazione di questa variante, se verrà invitata”. Firmato Lebambiente Ragusa

FEDERICO PICCITTO AL BIVIO: SALUTE PUBBLICA O RESISTENZA  

mondo_maniL’altro giorno il nostro sindaco nella conferenza stampa indetta per denunciare la doppiezza degli ambientalisti a suo avviso di facciata che poi si ritraggono pur di evidenziare le difficoltà della maggioranza pentastellata, ha esclamato: “questo allora non è un mondo giusto se i forti devono vincere!”. I forti erano ovviamente i consiglieri comunali che han mandato sotto i grillini mentre si discuteva della variante simbolo al Prg, atto poi ritirato dall’amministrazione, quello, per intenderci,  del no a nuove perforazioni petrolifere, e il mondo, non giusto, è il nostro che Piccitto vorrebbe diverso. Vale un’elezione questa considerazione delle difficoltà del vivere, vale la simpatia e la speranza che tutti i ragusani hanno riposto nel giovane sindaco, se non fosse che il nostro caro Federico la prepotenza dei forti la conosce e l’ha fatta valere eccome in questi mesi. Si è avvalso della forza delle sue prerogative sostenendo che non avrebbe mai sostituito Stefano Martorana; si è trincerato nella sua forza quando i consiglieri impazziti dal continuo mancato confronto hanno scelto la via dell’indifferenza politica alle più elementari regole di convivenza tra partners di maggioranza e quindi si sono impossessati della presidenza del consiglio; ha sfruttato la forza oscura della solitudine che può sfociare in una feconda autocommiserazione quando ha scelto lo scontro in aula pur sapendo di non avere i numeri. No, non è un mondo giusto quello della politica, ma dovrebbe essere un mondo man mano ritoccabile per renderlo meno ingiusto. Ha usato, il sindaco, tutta la forza della sua cocciutaggine nell’evitare  che si prendesse consapevolezza della dipartita della sua maggioranza ed ora, dopo la clamorosa disfatta in aula dell’altra sera, si fa forte della sua estrema debolezza e si trasforma in ultimo eroe. Oggi Giovanni Iacono ha risposto, ed ha riportato l’affanno del sindaco al principio di realtà. Il racconto di Iacono è ineccepibile in forma e sostanza: l’ambientalismo cammina con atti amministrativi buoni, non impugnabili, severi quando si deve mostrare rigore, e duttili quando le condizioni umane ed economiche lo richiedono. Il piano paesaggistico adottato dalla Regione è  un ottimo strumento e non a caso la parte conservatrice della città di Ragusa lo ha contrastato, e l’amministrazione poteva semplicemente compiere una presa d’atto, ed invece ha forzato la mano inserendo lo slogan del no alle  trivellazioni, e presentando atti contraddittori l’un con l’altro – e qui si inserisce anche la questione dei dirigenti comunali, ossatura fiacca e poco convincente del Comune.  Era giusto sì dichiarare dalla periferica Ragusa che il mondo sarebbe più pulito se non si estraesse il petrolio, e tuttavia ci voleva una condizione: la forza dei numeri.  Anche Comiso e Vittoria si definirono trent’anni addietro comuni denuclearizzati pur avendo i missili Cruise sotto il culo, ma lo fecero quando c’erano le amministrazioni rosse con tanto di maggioranza. Il mondo che si ribella si fa con  passione individuale, il mondo giusto con i numeri della democrazia. Dice bene Giovanni Iacono: Piccitto non può più stare dentro la sua stanza come se nulla fosse. E’ diventata un calvario la convocazione del consiglio: i cinquestelle per dissenso, per noia, per distrazione, per defezione sono ormai merce rara e allora occorre guardarla questa realtà, e dato che Piccitto è uomo onesto dichiarare le difficoltà nel luogo deputato, il consiglio comunale, presentare un programma per gli ultimi due anni e vedere chi ci sta, rilanciare una proposta condivisa per Ragusa e, ovviamente, azzerare la giunta. Non si sarebbe arrivati a questo deprimente punto se Piccitto avesse ascoltato i consiglieri alimentando una passione cinquestelle che esiste solo su facebook. Ed i guai non sono finiti perché quando il gruppetto dei consiglieri ribelli cinquestelle constateranno che nel  bilancio  ci sono solo 20 milioni di euro di royalties e che gran parte vanno nella spesa corrente – non è reato, si può fare – e che però non ci sono risorse per gli investimenti, tutti i sogni cinquestelle andranno a farsi benedire e, ad esempio, Stevanato o Agosta salteranno per aria. Non è vero che Giovanni Iacono vuole entrare in giunta ed approfitta del momento imbarazzante; è una lettura meschina e riduttiva. Il piacere è più sottile: dimostrare le pecche e i limiti del governo cinquestelle. Operazione crudele e comunque legittima. Ovunque servirebbero governi di salute pubblica. E’ così arduo e complicato governare un popolo stremato e confuso! Non accadrà, Federico Piccitto resisterà. Altrimenti non sarebbe il mondo giusto per cui è stato eletto.

Cgil: i fondi sulla continuità territoriale per il “Pio La Torre” di Comiso non devono andare perduti

1464437548911_1464437610.jpg--peppe_scifo__cgil_ragusaCon l’approvazione della legge di stabilità è stata attribuita alla Regione Siciliana una somma di 20 milioni di euro per il 2016 per ridurre i disagi derivanti dalla condizione di insularità e assicurare la continuità del diritto alla mobilità (attraverso i collegamenti aerei intracomunitari) anche ai passeggeri non residenti. La norma viene in soccorso degli aeroporti di Comiso e Trapani, però i fondi rischiano di essere distratti per un utilizzo verso altri aeroporti. “Affinché i 20 milioni di euro siano utilizzabili è necessario, però, -sostiene Peppe Scifo della Camera del Lavoro di Ragusa – che vengano conclusi i passaggi previsti dall’iter burocratico e che vengano esplicitate le modalità di attuazione, in accordo tra il Parlamento nazionale e la Regione Siciliana. Una durissima penalizzazione e uno scandalo se ciò dovesse verificarsi a danno dello scalo di Comiso e in generale per la mobilità per questa zona della Sicilia. Inoltre emerge sempre con maggiore forza il dato dell’importanza strategica dello scalo di Comiso per lo sviluppo del sistema turismo nella nostra provincia””. I dati presentati oggi in Camera di commercio – prosegue Scifo – indicano che l’apertura dell’aeroporto di Comiso ha determinato un forte incremento della presenza turistica straniera e nazionale. L’aeroporto di Comiso cresce, in percentuale, più di qualunque altro scalo italiano”.  La Cgil di Ragusa si dichiara, da subito, pronta a “intraprendere e a sostenere qualsiasi iniziativa perché i fondi sulla continuità territoriale siano destinati all’obiettivo per i quali sono stati stanziati.”

GIOVANNI MOSCATO E I FRATELLI D’ITALIA  

 86749_1 SIRIO_Mondadori 155 103 254 1550 1032 RGB Omaggio Non ci resta che piangere Servizi AME_1984_8 Omaggio/i Da sinistra, Amanda Sandrelli e Massimo Troisi

Come si fa a capire se un sindaco incarna la voglia di cambiamento, la freschezza, l’affidabilità, insomma tutto il carico emozionale e politico che il cittadino  attende dai sindaci eletti dal popolo? Dagli atti amministrativi che sono azioni e strumenti di legalità, di giustizia, di trasparenza. E così andiamo a Vittoria con l’avvocato Giovanni Moscato che ha ottenuto il successo convincendo le masse della sua irrefrenabile voglia di voltare pagina senza guardare in faccia niente e nessuno. Sarebbe stato semplice dare il via al nuovo corso, bastava mettere mano al Palazzo riavviando la macchina amministrativa con la marcia giusta, ovvero nel senso imposto dalla legge che per dare vigore al significato dell’elezione diretta stabilisce che i dirigenti esterni decadano quando si insedia un nuovo sindaco. A Vittoria ce ne sono quattro di dirigenti che furono scelti da Nicosia ed ottennero contratti minimi di tre anni in cui non fu inserita,  forse in un  tentativo di ancorarli oltre ogni misura consentita,  la clausola che ricorda  la tipologia di incarichi fiduciari che si risolvono, automaticamente, con la cessazione del mandato del sindaco. Non ci sono interpretazioni che tengono: la giurisprudenza è chiara e questo principio è stato ribadito dalla Corte dei Conti e da un parere del Ministero degli Interni. E’ talmente accertata questa misura che a Torino, addirittura prima che si insediasse Chiara  Appendino, tutti i dirigenti di Fassino hanno fatto gli scatoloni ed hanno tolto il disturbo. Stessa storia a Roma con la Raggi che infatti, come suo primo atto, conferisce le mansioni ai dirigenti interni.  Perché Giovanni Moscato, brillante avvocato penalista, non batte  un colpo in questo senso? Pare che si sia rivolto ad un notissimo amministrativista che gli ha confermato senza dubbio alcuno la decadenza automatica dei dirigenti esterni. Ed allora perché né questi tolgono il disturbo, né il neo sindaco ricorda loro di sgombrare il campo? Fra l’altro si avvierebbero subito le procedure selettive per trovare nuovi dirigenti e si metterebbe in moto un circuito di speranza lavorativa per quel mare di laureati a spasso. E’ conseguenziale un minimo di  riflessione politica su questi primi giorni da sindaco di Moscato che, fra l’altro, da consigliere comunale di opposizione, si scatenò  contro Nicosia considerando illegittima l’attribuzione dirigenziale al Dottore Troia che oggi fa parte di questa tutelatissima rosa di dirigenti incomprensibilmente ancora in carica. C’è poi, sull’argomento, un altro piccolo dettaglio: uno di questi dirigenti è stato condannato in primo grado con l’accusa di aver truccato un concorso pubblico al comune di Catania. Una storia più che nota che spinse i consiglieri comunali di Sel a chiedere la rimozione del dirigente condannato a due anni, appunto Salvatore Troia.  Nelle more, la situazione amministrativa del Comune di Vittoria sembra  illegittima e potrebbe persino comportare  responsabilità sotto il profilo penale ed erariale, e ciò mentre infuria l’indagine dell’Antimafia sul voto. Brutta roba! e pensare che non serviva alcun provvedimento da parte del sindaco in quanto  i dirigenti se ne dovevano andare a casa immediatamente, come a Torino, ed invece si tira innanzi come se niente fosse.  Strani i i vittoriesi. Neanche Sel adesso parla; godono a tal punto della sconfitta inflitta ad Aiello – molti loro compagni  hanno scelto Moscato pur di liberarsi del nemico storico – che non sentono più il richiamo dei buoni principi, rinviati a data da destinarsi. E allora, tornando a Moscato, che  succede? Si cambia appena si entra a Palazzo? Si avvolge la bandiera della legalità e la si mette nello sgabuzzino dopo che è  servita a fare frastuono e colore in campagna elettorale? Si vuole tranquillizzare l’apparato assumendo un atteggiamento pacificatorio – maledettamente siculo – per non disturbare gli assetti consolidati e conquistarsi simpatia trasversale? Si vuole rassicurare quella parte di elettorato vicina al cerchio dei Nicosia che ha optato al ballottaggio per Moscato? Perché far partire la sindacatura assai al ribasso, senza alcun atto che dia prova di un cambiamento sostanziale? L’ex sindaco Nicosia avrà avuto le sue ragioni di area e di tessitura di rapporti nello scegliere dirigenti che provenivano dall’amministrazione di Enzo Bianco e che a Catania avrebbero creato a quest’ultimo forte disagio alla sua immagine di caratura nazionale, ma il giovane Moscato non dovrebbe essere lindo come un pupo? Però, qualcosa sta cambiando al comune di Vittoria. Per David Stival, lo sfortunato padre del piccolo Lorys, assunto dall’ex sindaco Nicosia, la norma è scritta a lettere di fuoco, non ha eccezioni: per lui il lavoro è finito. Faceva fede la legge, in questo caso. Che dire? Per Giovanni Moscato vale dunque la sua regola, quella dei Fratelli d’Italia come nel film di Benigni e Troisi “Non ci resta che piangere”. Eh sì, Moscato ricorda la fanciulla incantata dalla passione di quella bella canzone, quella dove c’erano tanti fratelli, dove c’era l’elmo, la chioma… Ora capiamo, ma che fascista e fascista! il suo comportamento è dettato solo da un sentimento di grande fratellanza.

Tre minorenni arrestati: preparavano dosi e spacciavano nella villa Archimede di Ragusa

foto villettaLa casetta in legno, gioco per i bambini che si recano alla villa comunale di Via Archimede a Ragusa, era stata trasformata da tre giovanissimi in un vero e proprio covo dove preparare e spacciare dosi di sostanza stupefacente ad altrettanti minorenni. I tre avevano organizzato con precisione tutta l’attività delittuosa: chi triturava l’erba con un apposito grinder, chi pesava la sostanza utilizzando un bilancino elettronico di precisione, chi preparava le singole dosi in piccole confezioni di cellophane e si occupava anche dello smercio. I tre, tutti minorenni sono stati colti in flagranza dagli uomini dell’Ufficio Volanti della Questura di Ragusa che hanno interrotto l’attività sequestrando più di 20 grammi di marijuana  e tutto l’occorrente per il confezionamento. Alla vista degli agenti di Polizia il gruppo attorno alla casetta di legno si è dileguato. All’interno della piccola “abitazione” sono stati sorpresi i tre minorenni intenti a preparare singole dosi di sostanza stupefacente. Cinque quelle già pronte ed altre in fase di preparazione. In totale più di 20 grammi di sostanza stupefacente tipo marijuana che avrebbe fruttato il confezionamento di circa 100 dosi singole che sarebbero state cedute ad altrettanti assuntori anch’essi molto probabilmente di giovanissima età. Sequestrata anche la somma in denaro pari a circa 200 euro in piccoli tagli, trovata in disponibilità del gruppo e frutto dell’attività di cessione già avviata. I tre, residenti a Ragusa di 16 e 17 anni, sono stati accompagnati all’interno degli Uffici della Questura di Ragusa e all’esito degli accertamenti dichiarati in stato di arresto per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso. Sul posto sono sopraggiunti i rispettivi genitori che hanno preso atto del pericoloso salto di qualità che i figli avevano raggiunto. I tre minori su disposizione del P.M. di turno presso la Procura della Repubblica dei Minorenni sono stati accompagnati presso il centro di accoglienza di Catania a disposizione dell’autorità giudiziaria.

VITTORIA, UN VOTO DIFFICILE E CONTROVERSO

francesco_aiello-okPubblichiamo l’interessante e profonda analisi del voto scritta dall’onorevole Ciccio Aiello. “La Destra ha vinto le elezioni amministrative a Vittoria. Dal dopoguerra a oggi, non era mai accaduto. E questo risultato arriva dopo 10 anni di una amministrazione Pd, di un monocolore ininterrotto, con qualche apertura a destra e molto qualunquismo, che hanno segnato per sempre la vita della città. Uno per uno sono stati smantellati i capisaldi della vita civile e amministrativa della Città, che ne avevano prestigiosamente accompagnato lo sviluppo, in tutta la seconda metà del Novecento. Sono caduti presidi sociali importanti, servizi sociali e istituzioni pubbliche come Amiu ed Emaia, che svettavano nella realtà siciliana come conquiste della città e della Sicilia. Uno smantellamento organizzato con metodo da un gruppo di potere equivoco che ha prima occupato il Pd e poi l’intera struttura pubblica, annientando qualunque tendenza all’autonomia della società civile vittoriese, asservendo la rete informativa e alzando muri a difesa dell’azione amministrativa, in permanente conflitto con cittadini e Consiglieri comunali. Nella rossa città di Vittoria il Pd si attesta a un misero 9%. Il candidato del Pd, la Dott.ssa Lisa Pisani è stata praticamente lanciata in avanti e subito abbandonata al suo destino elettorale. Un sacrificio premeditato, che puntava a raccordare il voto Pd verso i due candidati graditi dal gruppo municipale, cioè il candidato grillino, già in comunione lavorativa con l’amministrazione comunale uscente e con l’Avv. Moscato, detto amichevolmente “ tutti fuorchè Aiello “. Sembra però che tutto questo non interessi più di tanto ai superstiti di questa disfatta, paghi come sono di avere contrastato Aiello, candidato indipendente, per sostenere invece il candidato della Destra. Hanno perso il Comune, hanno subito una disfatta elettorale ma brindano con il vittorioso candidato di Fratelli d’Italia per lo scampato pericolo di vedere Aiello di nuovo ritornare in Municipio. Ma le elezioni Vittoriesi segnano anche lo scomponimento e la sconfitta del blocco storico che aveva guidato il processo di sviluppo degli ultimi 60 anni. Il mondo contadino della grande epopea serricola è stato lentamente eroso, mortificato, annientato. Al punto che i figli rinnegano le storie dei loro padri ed esaltano persino i loro carnefici. La Cooperativa Rinascita è solo un ricordo che evoca illusioni e cedimenti, errori e insufficienze. Il suo fallimento non è stato colmato da nient’altro che dall’abbandono della stessa memoria dello spirito associazionistico che trascinò con Pietro Gentile centinaia di braccianti agricoli verso l’associazionismo. La Cooperativa rossa è finita nel tritacarne delle burocrazie scompensate che dovevano vigiliare e affiancare il camminino della struttura. E in corrispondenza negativa, sulla linea di un amaro cambiamento, nel mercato si affermavano clamorosamente pratiche commerciali illecite, con quella che grosso modo e forse impropriamente noi abbiamo chiamato e denunciato come Doppia Attività, che è semplicemente rapina, abuso continuato, tollerato, diffuso e giunto a sistema perfetto di dominio e di vanificazione di ogni legalità. La fine di ogni politica creditizia assistita dalla Regione e dallo Stato, per imposizione della normativa Ue, ha eroso la capacità di intervento di migliaia di aziende familiari e le ha consegnate alla pratica dell’usura di massa, del soccorso clandestino, della dipendenza dal soccorritore, tanto bonaccione e accattivante quanto interessato al dominio sulla produzione e sui meccanismi di vendita. In questo contesto lo scontro sui temi della legalità era inevitabile e in tal senso ho impresso una accelerazione ai temi della libertà reale dei produttori dai poteri forti del Mercato, che hanno cercato riparo sotto le ali di una Destra disponibile a cancellare qualunque dirimente in questa direzione. La qual cosa è avvenuta con l’immediata dichiarazione del nuovo sindaco che la Doppia Attività che è dentro il Mercato sarebbe lecita. Lo ha promesso e lo ha detto. Ma accanto ai Mister 10 centesimi del Mercato ortofrutticolo hanno vinto le pratiche commerciali illegali e diffuse in tutto il territorio, che disegnano un mondo chiuso, attrezzato per resistere ai controlli, che trasforma l’intera filiera in un far west di precarietà e di sopraffazioni, che lo Stato non ha nemmeno tentato di scalfire. In questa circostanza la possibile elezione di Aiello ha scatenato ondate di panico reazionario che ha introdotto nel voto la rabbia di chi si sentiva minacciato nei privilegi e nelle pratiche illegali. L’ostilità dunque tracimava dal Mercato al territorio; è su questo crinale che ho perso la campagna elettorale. Ho toccato la vittoria, l’ho sentita come possibile, solo che mi fossi acconciato a fare queste visite e a seguire questi percorsi. Ne ho avuto consapevolezza e ho scelto di andare avanti per la mia strada. Ho percepito subito pero’ che la città prendeva un altro indirizzo e che il blocco storico eroico del Novecento veniva soppiantato bruscamente dal nuovo precario mondo dei poteri forti dell’economia vittoriese. In cui io non c’ero. Ho perso dunque non solo e non tanto sul terreno di un conflitto generazionale, rispetto al quale ho toccato con mano i ritardi accumulati dalla Sinistra e dalla cultura democratica nell’approccio con le giovani generazioni, quanto sui temi della legalità, e i tempi e i ritmi della campagna elettorale mi trasformavano sempre più in astratto castigatore di una normalità comunque inaccettabile. Sono scattati i risentimenti e abbiamo dovuto assistere addirittura all’accusa di amicizie particolari con esponenti dell’Antimafia nazionale. Accuse ridicole che hanno tuttavia mi hanno costretto a resistere a velenose offensive su piani diversi. E intanto il consenso si erodeva. Anche per le frizioni interne della coalizione, per le gelosie personali, proprie di una fase debole della politica, per le centinaia richieste di lavoro non corrisposte e per le promesse mancate o per gli appetiti vari che crescevano con l’avvicinarsi al voto e alle scadenze. Le vicende della Tekra e degli appetiti che covano da anni nel sottobosco della politica vittoriese in ordine alle assunzioni di operai all’Amiu o alla Sap come alla Tekra e dell’ accaparramento di lucrosi segmenti della filiera dei rifiuti hanno catalizzato contro di me e contro la mia coalizione pressioni e risentimenti assai pesanti. Ho dovuto sostenere un vero e proprio assedio quotidiano alla correttezza del progetto amministrativo, ogni giorno di questa esasperante e difficile campagna elettorale in cui un sì equivaleva alla conquista di uno o piu’ voti, un no equivaleva invece alla perdita di intere aree di consenso. Ho trovato audience in alcuni settori della società e per alcuni versi anche nelle periferie. Ma vecchi e nuovi operatori dell’edilizia speculativa si saldavano nel nuovo patto con la Destra mentre operai e artigiani sono stati solo parzialmente partecipi e consapevoli della posta in giuoco. C’è gente oggi in Sicilia che chiede alla politica fatti, non necessariamente legittimi. E non tutti si è disponibili in questa direzione. Quanto al mondo giovanile vorrei osservare che solo un percorso di lungo tempo ci avrebbe potuto aiutare a recuperare la fragilità dei contatti episodici giocati sui temi del lavoro e delle prospettive di vita. A un certo punto viene fuori un Avviso di garanzia per voto di scambio politico-mafioso e mi ritrovo accanto nella stessa lista con gente contro cui ho combattuto per anni, ricevendone condanne per diffamazione. A 72 ore dal voto. Alla fine il voto trasversale e cieco di Pd e grillini ha fatto la differenza. Nelle ultime ore ho capito che era una babilonia difficile. E ho pensato che non potevo piu’ vincere in quelle condizioni. Anche se il 46% dei consensi e 12 mila voti sono quasi la metà dei votanti, un messaggio significativo, una consegna non eludibile, una battaglia a farsi”. Firmato Ciccio Aiello

AGEVOLAZIONI VOLI PER I SICILIANI: NINO MINARDO E PIPPO DIGIACOMO CONTRO VITO RIGGIO

images (1)Questa la dichiarazione congiunta dei due rappresentanti del territorio ibleo: “Non c’è più sordo di chi non vuol sentire ma troppa insolenza non può essere accettata. Apprendiamo che il signor Vito Riggio, presidente dell’Enac, insiste, pervicacemente, nella stravagante idea di utilizzare i 20 milioni  di euro dell’emendamento alla Legge di stabilità e finalizzati a biglietti aerei scontati per tutti i Siciliani, per coprire i costi delle tratte a lui tanto care per i collegamenti aerei da Palermo con Lampedusa e Pantelleria. Forse, non ci siamo spiegati: Riggio cerchi altrove questi fondi e la smetta di tentare di distrarre quei 20 milioni di euro per la cui destinazione il Parlamento ha espresso una volontà chiara! Il presidente Riggio, addirittura, aggiunge che se resta qualcosa, la si potrebbe destinare agli aeroporti di Comiso e Trapani che invece hanno diritto alla somma totale come previsto dalla norma in questione. Difficile  trovare concentrate in una sola dichiarazione tanta arroganza e tanta insolenza contro i Siciliani. Sappia Riggio che, sull’argomento, non abbiamo la benché minima intenzione di mollare ed insieme a molti altri impediremo con ogni mezzo lo scippo che lui vuole perpetrare al nostro aeroporto”.

PIU’ DI MILLE FIRME PER LA PETIZIONE, PROMOSSA DAI GIOVANI DEMOCRATICI, PER IL BUS NAVETTA NOTTURNO RAGUSA-MARINA NEI WEEKEND ESTIVI

La segreteria cittadina dei Giovani Democratici (2)I Giovani Democratici di Ragusa hanno concluso la raccolta firme per estendere il servizio di trasporto urbano tra Ragusa e Marina di Ragusa nei weekend estivi durante la notte (luglio e agosto, da mezzanotte alle 4.00, ogni mezz’ora, bidirezionale). “Abbiamo deciso di portare avanti questa iniziativa dopo aver raccolto le risposte del nostro questionario online, rivolto agli studenti ragusani delle scuole superiori, che evidenziano l’importanza di un servizio del genere, oggi assente in città” scrive Enrico La Rosa, segretario Gd Ragusa. “Abbiamo raccolto più di mille firme, tra studenti, ovviamente, ma anche fra i tanti genitori che spesso si vedono costretti ad accompagnare i figli percorrendo più volte la Sp 25; molti di loro hanno voluto raccogliere personalmente delle firme e vogliamo ringraziarli per questo. Adesso auspichiamo che l’ordine del giorno presentato quasi un mese fa dai consiglieri comunali del Pd, e che sarà discusso il 4 luglio, sia votato positivamente in Consiglio comunale e che l’Amministrazione si adoperi quindi per l’attivazione di questo importante strumento per i restanti weekend di luglio e per agosto. In questo modo si permetterebbe a tutti di spostarsi in modo più sicuro, di inquinare di meno, di ridurre il caos che si genera al centro di Marina per la ricerca di un parcheggio, mettendo in difficoltà i residenti stessi. Iniziative del genere sono state portate avanti anche in altre città a vocazione turistica, ottenendo immediati risultati. Infatti si faciliterebbero gli spostamenti anche ai numerosi turisti che visitano Ragusa in estate e si ridurrebbero gli incidenti che spesso si verificano per sonnolenza o per l’uso di alcol”.

DODICI CONSIGLIERI DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI RAGUSA SCRIVONO AL PRESIDENTE GIANNONE: “OCCORRE ANDARE AVANTI CON L’ACCORPAMENTO CON SIRACUSA E CATANIA”

download (1)Dodici consiglieri della Camera di Commercio di Ragusa hanno diffuso un documento riguardanti l’iter laborioso e contrastato dell’accorpamento della Camera di Commercio di Catania, Siracusa e Ragusa, al fine di stabilire almeno un punto fermo nella confusione che si è creata. In una nota inviata al presidente della Camera di Commercio di Ragusa, alla Giunta camerale, ai componenti il Consiglio camerale e alle associazioni provinciali di categoria, Tino Antoci, Giovanni Avola, Angelo Chessari, Rosario Dibennardo, Sandro Gambuzza, Marcella Gennuso, Massimo Giudice, Salvatore Guastella, Sergio Magro, Marco Tanasi, Francesco Tolaro e Giuseppina Vaccaro chiariscono che “sono totalmente destituite di fondamento le voci che circolano in questi giorni circa un probabile ripensamento maggioritario del Consiglio camerale di Ragusa simile od analogo a quello emerso nella seduta del Consiglio camerale di Siracusa che ha portato alla revoca della deliberazione che  ha deciso l’accorpamento dei territori dell’Area vasta. Ancora – prosegue il documento – nelle ultime due sedute del nostro Consiglio si è svolta un’ampia discussione in merito, ma non è stato mai chiesto l’inserimento all’ordine del giorno della revoca della delibera di accorpamento. Adesso vanno rispettati gli impegni assunti nei confronti della pubblica opinione, del mondo delle imprese, delle associazioni, del nostro territorio e di quelli limitrofi con cui si è deciso di integrarci”.

IL SEQUESTRO DEL LATTE DELLA CONSORTILE DOROLAT, ANALISI OK, PRODOTTO OTTIMO

downloadUna buona notizia riguardo il sequestro di circa 4000 litri di latte ritenuto “tossico” proveniente da aziende ragusane aderenti alla Consortile Dorolat. Lo studio legale  Fidelio e Guastella spiega e precisa: “Il sequestro preventivo è stato disposto dall’Asp di Catania esclusivamente sulla base di analisi condotte sotto forma di test, in regime di autocontrollo, dallo stabilimento di destinazione dove il latte era diretto per mezzo di un’ autocisterna. Solo in virtù di tale esito il latte sarebbe risultato con presenze di aflatossine superiori al limite consentito e, come tale, respinto dallo stabilimento di destinazione. Sempre esclusivamente sulla scorta di tale unilaterale riscontro ed a seguito dell’operato sequestro, peraltro disposto dall’Asp di Catania senza alcuna possibilità di contraddittorio o di controverifica del risultato delle analisi, le aziende produttrice del latte sono state sottoposte, come per legge, a controllo da parte del competente Nas e dei funzionari Asp di Ragusa e, a seguito dei prelievi operati nelle stalle, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Palermo ha proceduto all’effettuazione delle analisi di legge. L’esito delle dette analisi, per tutte le aziende coinvolte, è risultato negativo ed il latte è risultato pienamente conforme ai parametri di legge, confermando la bontà del prodotto e la conformità a legge del processo produttivo adottato dalle aziende consorziate”: Il latte quindi era buono, per fortuna, ma purtroppo la notizia ed il sequestro hanno già nocivamente colpito un settore afflitto da considerevoli problemi economici procando danni all’immagine delle aziende ragusane che, invece, operano nel pieno rispetto della legge e tenendo in considerazione come obiettivo primario proprio la qualità del prodotto e la salute del consumatore. Il danno è stato notevolissimo anche perchè – a questo punto senza ragione alcuna –  è stato intimato lo smaltimento del latte, operazione effettuata qualche giorno addietro.

VITTORIA. RUMENO RICOVERATO SI SUICIDA GETTANDOSI DAL 3° PIANO DELL’OSPEDALE “GUZZARDI”

 

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Erano le 03.30 della notte appena trascorsa quando i Carabinieri sono intervenuti nel piazzale retrostante l’Ospedale “Guzzardi” dove hanno rinvenuto il corpo esanime di un 49enne di origine rumena, Rapea Marius il suo nome. L’uomo, ormai privo di vita per le lesioni riportate dopo essersi lanciato dalla finestra della stanza del 3° piano “Ortopedia” dove era ricoverato è stato trovato dai dipendenti dell’ospedale che hanno dato immediatamente l’allarme al 112, insospettiti dal forte rumore proveniente dal piazzale. Le cause del tragico gesto, ancora da definirsi, sembrerebbero legate alle patologie di cui l’uomo soffriva da tempo. La salma è stata trasportata presso l’obitorio del cimitero di Vittoria, a disposizione del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, dott.ssa Monica Monego.

RAGUSA, PARTE IL SERVIZIO “SPIAGGE SICURE 2016”

 

imagesPrende il via questo venerdì 1° luglio “Spiagge Sicure 2016”, servizio comunale di salvataggio a mare che verrà garantito fino al 31 agosto da 20 assistenti bagnanti del Servizio comunale di Protezione civile. Dalle ore 9 alle 19 di tutti i giorni nelle due torrette appositamente installate sulle spiagge di Piazza Dogana e Punta Braccetto, saranno in servizio, su due turni, gli assistenti ai bagnati collegati con radio ricetrasmittenti sia con il presidio comunale  ubicato all’interno del Porto turistico, che svolge funzione di coordinamento delle attività, sia con i bagnini che operano presso le spiagge attrezzate per la balneazione del Margarita Beach, La Ola, Serafino, Baja, Baia del Sole e Acacia Resort. A supporto dell’attività di controllo bagnanti della Protezione civile comunale inoltre 10 unità di equipaggio per i due gommoni e la moto d’acqua, natanti utili per un monitoraggio costante del nostro litorale e per tempestivi interventi che si dovessero rendere necessari. A disposizione di “Spiagge sicure 2016” anche un’unità cinofila. “Anche quest’anno – dichiara il sindaco Federico Piccitto – questa Amministrazione ha ritenuto opportuno garantire per la stagione estiva questo servizio svolto dagli operatori comunali della Protezione civile con i suoi assistenti ai bagnanti; la loro opera si è rivelata in più occasioni provvidenziale per salvare la vita a parecchi bagnanti ed a soccorrere diverse imbarcazioni in difficoltà”.

Cna, bando servizio civile: prorogata all’8 luglio la possibilità di presentare domanda

 

La sede Cna a Ragusa (4)E’ stato prorogato all’8 luglio, alle 14, il termine di presentazione delle domande per la selezione di volontari da impiegare in progetti di servizio civile. Tra questi anche quelli ricercati da Cna Impresasensibile, associazione di promozione sociale nata per coniugare etica e lavoro, economia e crescita sociale, in collaborazione con la Cna provinciale di Ragusa. Al progetto potranno prendere parte i giovani di età compresa fra i 18 ed i 28 anni che supereranno la fase di selezione. I partecipanti saranno impegnati in attività della durata di dodici mesi e percepiranno un assegno mensile. Il termine per inoltrare domanda di partecipazione, inizialmente, era stato fissato al 30 giugno. Ora, la proroga. Sono quattro i volontari che saranno selezionati e che saranno così distribuiti: 1 per la sede di Modica, 1 a Vittoria, 1 a Comiso e 1 a Ispica. “Sicurezza, Lavoro ed Educazione” è la denominazione del progetto. L’intervento è mirato a promuovere la salute e la sicurezza sul lavoro per ridurre al minimo i rischi e al tempo stesso migliorare le condizioni di lavoro e quindi la qualità della vita. I giovani interessati a partecipare ai bandi del servizio civile troveranno tutte le informazioni necessarie sul sito www.impresasensibile.cna.it, in cui sarà possibile visionare il bando nazionale e le scheda dettagliata del progetto. Per ulteriori informazioni è anche possibile rivolgersi alle sedi territoriali Cna interessate.

 IDENTIFICATI GLI AUTORI DEGLI ATTI VANDALICI DEI GIARDINI IBLEI

IMG-20160627-WA0000Sono stati deferiti all’autorità giudiziaria gli autori degli atti vandalici verificatisi  nella serata del 20 giugno scorso all’interno dei Giardini Iblei. Il Comando della Polizia Locale di Ragusa infatti, a seguito di segnalazione da parte dell’Ufficio centro storico, ha avviato un procedimento per individuare i responsabili dell’atto delinquenziale. Un contributo per risalire ai responsabili che hanno danneggiato colonnine e vasi in pietra dei viale del giardino pubblico di Ibla, è stato fornito non solo dalla visione delle immagini di videosorveglianza ma anche dal tutor incaricato della gestione dei servizi igienici e delle ville comunali. Il Sindaco Federico Piccitto esprime vivo compiacimento per i risultato raggiunto. “Tenuto conto – dichiara il primo cittadino – che il Comando della P.M. ha rappresentato che, dalla visione delle immagini di videosorveglianza, si riscontra che al momento dell’atto vandalico erano presenti all’interno della villa comunale alcuni utenti, invita i cittadini a segnalare e denunciare immediatamente alle Autorità Competenti tali atteggiamenti frutto di inciviltà ed in palese contrasto con i valori ragusani di cui non mancano fulgidi esempi”.

Calci, pugni e morsi alla convivente – Giovane arrestato a Ragusa

polizia-volanti-notteL’ennesima storia di violenza tra le mura di casa interrotta dall’intervento della Polizia che ha soccorso una giovane donna e la sua bimba di soli 4 anni, traendo in arresto il convivente che l’aveva colpita più volte con schiaffi, pugni e morsi. L’uomo, originario della provincia di Siracusa, di trentaquattro anni, ha continuato a colpire la sua convivente nonostante la figlia di soli 4 anni, in lacrime, si fosse interposta a difesa della madre, provocando alla piccola lesioni personali ad un braccio. Il tutto è successo in piena notte quando al 113 è giunta la segnalazione di un’aggressione in atto ai danni di una donna, all’interno di un’abitazione del centro storico di Ragusa. Gli agenti hanno bloccato l’autore dell’aggressione, il convivente della donna, che, nonostante la presenza sul posto della piccola figlia, per futili motivi aveva preso a calci e pugni in faccia la giovane. Evidenti i segni delle botte ricevute sfociate in un profondo morso al braccio destro della giovane mamma e le suppellettile spaccate e sparse all’interno della casa, evidenza di una feroce colluttazione. La donna e la piccola sono stati soccorsi dal personale del 118 che riscontrava contusioni al volto, agli arti ed un trauma cranico ai danni della donna e un trauma al braccio sinistro per la piccola. Condotta presso gli uffici della Questura la donna ha raccontato anni di soprusi e di violenza subite dal convivente violento che in un’occasione la colpiva con schiaffi al viso continuando a colpirla a terra con calci all’addome, fermandosi solo per l’intervento della piccola figlia che dopo aver assistito ai fatti faceva scudo con il suo corpo per proteggere la madre. L’uomo, F.A. (si forniscono solo le iniziali per tutelare la figlia minorenne) trentaquattrenne, pluripregiudicato per reati contro la persona ed il patrimonio, è stato tratto in arresto con l’accusa di maltrattamenti in famiglia aggravati dalla presenza, e rinchiuso presso il carcere di Ragusa.

TRASPORTO PUBBLICO URBANO ESTIVO A MARINA DI RAGUSA E BUS NAVETTA TRA RAGUSA ED IBLA

antoniozanottoL’assessore ai trasporti Antonio Zanotto informa che l’Ast, azienda che effettua il servizio di trasporto pubblico urbano, a seguito di specifica richiesta dell’Amministrazione, garantirà il servizio serale di bus navetta tra Ragusa ed Ibla (capolinea Piazza Libertà – Giardini Iblei)  dal primo luglio fino al 30 settembre prossimo  dal lunedì al sabato, dalle ore 20,40 fino alle ore 01,50. La domenica il servizio verrà garantito invece fino alle ore 24.  La stessa azienda effettuerà il servizio di trasporto pubblico a Marina di Ragusa  dal 26 luglio al 28 agosto tutti i giorni, dalle ore 10 alle ore 14, e dalle ore 17 alle ore 02,00.

Forconi, sospeso sciopero della fame davanti al Tribunale di Ragusa contro le aste giudiziarie

Foto Sciopero della fame Ragusa2Per il momento la protesta è sospesa. Mariano Ferro e Angelo Giacchi interrompono lo sciopero della fame contro le aste giudiziarie, insieme alla protesta che avevano istituito con un presidio davanti al Tribunale di Ragusa. Dopo l’incontro col prefetto Maria Carmela Librizzi, il leader dei Forconi e l’imprenditore Angelo Giacchi hanno deciso di sospendere la protesta dato che già martedì, Giacchi, che aveva iniziato lunedì lo sciopero della fame, ha avuto un leggero malessere ed è stato necessario l’intervento dell’autoambulanza del 118 per un forte calo di glicemia.  “Il prefetto si è impegnato ad ottenere un tavolo istituzionale a Roma per affrontare questa emergenza e fermare il massacro sociale della Sicilia” – sancisce Mariano Ferro “Il Prefetto si è impegnato a farci sapere una data per l’incontro con il Ministro entro il cinque luglio. Se entro martedì non dovesse arrivare la convocazione a Roma, si ricomincerà . E stavolta lo sciopero della fame non lo farà solo Angelo Giacchi, ex assessore comunale di Vittoria, ma tante persone che rischiano di perdere la loro casa. Io sarò in prima linea e farò lo sciopero della fame insieme a loro”, dichiara Mariano Ferro.

FEDERICO PICCITTO E GLI ASESSUATI DELLA POLITICA

1449847263529.jpg--federico_piccittoE’ finita malissimo la Exit Oil dei cinquestelle ragusani. Non sono riusciti ad approvare quella variante simbolica al piano regolatore che avrebbe sancito lo stop alla ricerca di petrolio nel nostro altopiano. Una batosta – dovuta ovviamente  alla mancanza di una maggioranza – che rappresenta perfettamente i limiti del governo Piccitto. L’atto era forzato, pasticciato –  soprattutto perché l’energia è materia di interesse strategico nazionale e quindi le battaglie ambientaliste hanno profili di  testimonianza educativa in attesa che il mondo cambi verso e metta in sintonia l’uomo e il pianeta – ma era l’unica proposta di respiro alternativo al sistema messa in campo dall’amministrazione. Ha poca importanza se il punto fosse solo propaganda da portare in trionfo da Di Maio nei talk show, quel che infastidisce non è il fine non ottenuto quanto i mezzi non ricercati per ottenere il risultato. Per approvare l’atto occorreva una intesa con i pochi consiglieri progressisti liberi dai vincoli di partito, ossia Iacono, Massari, Ialacqua e la presenza totale e massiccia del gruppo cinquestelle, ed invece queste due condizioni imprescindibili per portare a casa il risultato non si sono verificate per l’incapacità del sindaco e della sua amministrazione a declinare il potere nelle tante sfumature che la politica impone. Federico Piccitto sta pagando tutti i suoi sbagli: il divorzio da Partecipiamo, l’ostinazione nel tenere in squadra  Stefano Martorana, il mancato controllo del gruppo consiliare, i pietosi ingressi in giunta dei consiglieri Disca e Leggio, e soprattutto l’essersi messo nelle mani di un giovane che gli ronza sempre intorno, Davide Allocca, che funge da stratega, un tipetto che ricorda lo spietato Strelnikov, il personaggio che nel dottor Zivago, abbandonato da Lara, si getta nella rivoluzione. E sono proprio i “fondamentali“ della rivoluzione progressista che non sono percepibili; si oscilla tra il radicalismo inconcludente, come nel caso delle perforazioni, a una fede cieca nelle magnifiche sorti del neoliberismo, senza avere una visione politica complessiva che renda riconoscibili le enormi difficoltà della nostra città. Fa tristezza il trastullarsi dei cinquestelle nel miracolo turismo che ha ridotto l’amministrazione a confermare le stupidaggini del passato “settore in espansione, volano di una nuova economia” e le tante varianti di queste baggianate illusorie, senza comprendere che la soluzione turismo è solo una risposta di salvezza individuale (anche se i numeri dei soggetti che si danno da fare ad affittare e trasformare proprietà sono notevoli), o vederli privi di ogni elasticità tassare i cittadini oltre la soglia consentita di crudeltà, trasformandoli nella figura odiosa di esattori, onesti sì nell’applicare la legge, e comunque solo impeccabili esattori distanti dalla sofferenza che attanaglia la città. Ci vuole arte nell’entusiasmare il popolo, e sul petrolio i cinquestelle potevano se avessero nutrito e coltivato entusiasmo avere dalla loro parte buona parte della comunità. Si sapeva che il Pd ragusano avrebbe fatto muro contro la delibera e non solo per dovere di opposizione. C’è infatti un legame fortissimo e storico con il settore delle perforazioni dato che un uomo appartenente a quell’area, il signor Pippo Miceli, fra l’altro cognato del senatore Gianni Battaglia, è contitolare di una ditta del settore ricerca petrolifera ed ha sempre riscosso dentro il Pd, e in tutte le altre sigle sue antenate, successo e stima per le sue imprese in ambito internazionale. Un affetto fra l’altro ricambiato nelle varie campagne elettorali che hanno visto Miceli mobilitare e conquistare i suoi dipendenti – in queste ultime settimane presenti in aula – alla causa del partito. E allora con chi si doveva tessere una intesa se non con Iacono, Ialacqua, e Massari, un gruppetto assimilabile per struttura ideale? Ed invece non ce l’hanno fatta, i grillini, a trovare un accordo sia perché Iacono sfuggiva – si è preso la sua vendetta servendola, fra l’altro, come si deve, fredda – sia per l’ormai conclamata asessualità del loro agire. E’ il grande difetto dei cinquestelle, l’asessualità della politica. Non sentono alcuna pulsione in questo senso; sono pieni solo della soddisfazione del loro piatto pensiero incontaminato, non friggono mai dalla voglia di intrattenersi con il prossimo. Ci voleva un gran lavoro di corteggiamento, di pentimento, di scuse, di rielaborazione per una rinnovata maggioranza: nulla però è scattato, e con fare cocciuto sono andati con folle euforia verso il baratro. Secondo il sindaco, ed il suo consigliere che gioca a fare il generale, la disfatta era purificatrice e serve a stanare i traditori. Ed infatti c’è già stata la conferenza stampa in cui il sindaco si dichiara deluso e amareggiato per il comportamento di Iacono. Non serve a nulla purtroppo cercare colpevoli dopo che si sono inanellate figuracce ridicole, come l’appello alla popolazione per dire no a nuove trivellazioni lanciato da Brugaletta e da Spadola, con quest’ultimo che  poi non si presenta  in aula pare per una gita fuori porta. La caccia al nemico risulta solo una giustificazione alla propria incapacità. Piccitto cerca ora di sputtanare Iacono dicendo che si aspettava da questi maturità e linearità. Può esser perfino vero che Iacono sia politicamente un po’ infido, ma i cinquestelle di contro sono risultati troppo presuntuosi e irritanti nella loro purezza, e dunque alla fine la sberla ricevuta è il frutto di una impermeabilità del sindaco alla mediazione politica. Non si può pretendere alcunché quando non si ha la maggioranza, e Piccitto pur essendo un ottimo lottatore non riuscirà a rigirare la frittata presentando i cinquestelle come  poveri incompresi. Insomma è calato il sipario sui cinquestelle di Ragusa e il sindaco dovrà decidere come sfoggiare il suo indubbio talento. Il quadro politico si delinea. Iacono si potrebbe caratterizzare come un candidato che raccoglie gli scontenti di sinistra non soddisfatti da Pd e cinquestelle. Maurizio Tumino si solidifica come il condottiero del ceto medio conservatore destrorso. Il Pd si presenterà lacerato e forte. Sonia Migliore potrebbe tentare la fortuna esibendo in chissà quale palco la piccola consigliera Emanuela Nicita sempre conciata perfetta per la ribalta. E il petrolio? Di Maio potrà sempre sostenere a gran voce che ce l’hanno messa tutta per evitare altre perforazioni. Riguardo il protagonista della partita, l’assessore Salvatore Corallo, potrà consolarsi con la pista ciclabile, ottava meraviglia, anch’essa incompresa. Peccato che è solo un segmento di felicità civica, senza circolarità: una intuizione spuntata dagli orrori e che ancora non sappiamo dove finirà.

4 gommoni salpati dalla Libia e 3 scafisti fermati, a Pozzallo sono arrivati 375 migranti

SBARCO 29.6La Squadra Mobile, con la collaborazione dei Carabinieri di Modica e della Sezione Operativa navale della Guardia di Finanza, ha identificare altri 3 scafisti: Godwen Aba, nigeriano di 42 anni, Bright Edorisiagbon, nato in nigeriano di 32 anni, e Saidou Jawo, gambese di 19 anni. I due nigeriani hanno condotto un gommone composto da 118 cittadini tutti del loro paese. La Polizia Scientifica dopo l’identificazione mediante il rilevamento delle impronte digitali, ha segnalato alla Squadra Mobile di Ragusa che uno dei migranti aveva già tentato l’ingresso in Italia pochi mesi fa e per questo era stato espulso. A seguito delle indagini, il cittadino nigeriano è stato tratto in arresto. Sono tuttora in corso le indagini per individuare gli scafisti degli altri due gommoni, salpati insieme dalla Libia per raggiungere l’Italia. Anche in questo caso i poliziotti hanno dovuto verbalizzare delle tristi storie di violenza e soprusi subiti in Libia e durante le fasi di imbarco dalle coste africane.

L’ASP DI RAGUSA DISPENSA LA CANNABIS AD USO TERAPEUTICO PER LA TERAPIA DEL DOLORE

images (1)L’Azienda Sanitaria di Ragusa, in linea con quanto stabilito dalla delibera di Giunta della Regione Siciliana, ha messo in atto l’utilizzo dei farmaci a base di cannabinoidi per i pazienti non responsivi ad altri medicinali. La dott.ssa Giuseppina Rizza, Direttore della Farmacia Ospedaliera dell’Asp di Ragusa, ha sottolineato – «In relazione alle notizie apparse sulla stampa, sul mancato adeguamento delle Aziende Sanitarie Siciliane a quanto disposto dalla Regione, per favorire l’accesso dei pazienti alla terapia del dolore a base di cannabis l’Asp, tramite la Farmacia Ospedaliera,  ha attivato l’iter per la dispensazione di terapie a base di cannabis terapeutica per la terapia del dolore». L’utilizzo della cannabis è indicato da medici specialisti presenti all’interno delle strutture sanitarie pubbliche e private, mentre il percorso terapeutico potrà essere seguito dal paziente anche a domicilio, come indicato nella nota diffusa dalla Regione Sicilia. Il provvedimento nacque sulla base delle modifiche legislative italiane in merito all’uso della cannabis ma anche da più sentenze che hanno riconosciuto a diversi malati, in particolare ai malati affetti da sclerosi multipla, la copertura terapeutica con tale sostanza. Un esempio che segue i provvedimenti già messi in cantiere da altre Regioni come Veneto, Toscana, Marche, Provincia Autonoma di Bolzano, Liguria, ma soprattutto Puglia, dove già lo scorso 30 gennaio è arrivato il via libera dalla Giunta regionale all’impiego per fini terapeutici della cannabis all’interno di strutture ospedaliere, pubbliche e private, come anche a domicilio.

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