Tentata violenza sessuale, le accuse di Romina Licciardi alla Cgil
Ragusa - 7-feb-2010
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Cosa è successo in questi anni all'interno della Cgil di Ragusa? Viene da chiederselo dopo la denuncia pubblica fatta, sabato mattina, in conferenza stampa, da Romina Licciardi, presenza storica, nonostante la giovane età, del mondo femminile della Camera del lavoro negli ultimi dieci anni. La Licciardi, dopo aver subito, a suo dire, una serie di persecuzioni e angherie, non ce l'ha fatta più. Ed è sbottata, dipingendo, ai danni della Cgil, un quadro a tinte fosche. Per la delicatezza dei temi trattati, in conferenza stampa, l'hanno attorniata Giovanna Crivelli dell'Udi regionale, Ferrera e Falbo dell'Udi iblea. Oltre a un primo periodo in cui, dall'ottobre del '98 sino alla fine di febbraio del 2000, Licciardi ha lavorato in nero per la Cgil (fatto a dir poco singolare per un sindacato), la stessa ha raccontato che, nell'ottobre del 2000 è stata vittima, presso la Cgil di Ragusa, di un tentativo di violenza sessuale. "Purtroppo, ha detto Licciardi, non ho mai avuto il coraggio di denunciare gli autori per paura di ritorsioni nel lavoro. Questi episodi di aggressione e persecuzione sessuale sono stati denunciati a due sindacalisti componenti della segreteria provinciale e ad altri esponenti la segreteria regionale della Cgil. In verità, tutti mi consigliavano una denuncia all'Autorità giudiziaria, ma sia per la mia giovane età, sia perché avevo paura di perdere il posto di lavoro, ho deciso - ha detto Romina Licciardi - di non procedere. Però, le molestie sono continuate, con una escalation di atti che ha seriamente intaccato non solo la mia dignità personale ma anche la mia vita di relazione. Pesanti sono stati i riverberi sul piano professionale poichè venivo continuamente minacciata e ricattata se avessi parlato". A chi si riferisce, Licciardi non lo dice. Ma è facile intuire che si tratti di un sindacalista interno alla Cgil. "Sono stata vittima di mobbing e sono state diffuse, ha detto Romina Licciardi, maldicenze per boicottarmi nel lavoro". Per queste ragioni la Licciardi accettò un incarico esterno al sindacato, utilizzando l'aspettativa senza retribuzione, come consigliera di parità presso il locale ufficio del lavoro. Mandato cessato il 30 aprile scorso, poi proseguito per qualche altro mese in regime di proroga, infine il rientro in servizio nel settembre 2009. "Fin da subito, ha affermato la signora Licciardi, si è manifestato un clima di pesantezza e di aperta ostilità. Lo scorso 30 dicembre, mi è stato chiesto di sottoscrivere un verbale di conciliazione per rassegnare le mie irrevocabili dimissioni dal posto di lavoro. La Cgil mi proponeva la possibilità di essere rinominata consigliera anche se il sindacato aveva già provveduto, il 23, a designare un'altra persona".
Speriamo che la realtà dei fatti venga a farsi luce, e che la giustizia intervenga in modo efficiente, per conoscere il vero volto della verità.
Nè per l'uno , nè per l'altro tiferei, se prima non conosco i fatti reali, ma sò che in questi ambienti, un p'ò di marcio c'è sempre!
Come donna, credo che non si possa sopportare un simile atteggiamento da parte della direzione della CGIL di Ragusa.
Delle due l'una: o il fatto è falso e la signora è responsabile di una serie di reati che forse neanche immagina, o il fatto è vero e non si capisce perchè lei stessa e il suo compagno che fino al 2008 è stato segretario generale hanno omesso di denunciare il tutto, si dice per paura di estorsioni lavorative...ma il suo datore di lavoro era il suo attuale compagno Tommaso Fonte!
La logica applicata alle notizie avvolte rischiara notevolmente le vicende...